Italkali, l’assessore Gianni risponde a Panepinto su interrogazione
Riporto la discussione in aula dell’interrogazione parlamentare sull’Italkali n. 139 “Interventi per valorizzare il procedimento di lavorazione della kainite” con la risposta dell’assessore regionale all’Industria Giuseppe Gianni.
«Al Presidente della Regione e all’Assessore per l’industria, premesso che: la procedura di dismissione della quota societaria, di proprietà della Regione, dell’Italkali sembra bloccata per ragioni che non è dato sapere; nella XIV legislatura le Commissioni legislative permanenti dell’Assemblea regionale siciliana ‘Bilancio e programmazione’ e ‘Attività Produttive’ hanno avuto modo di udire la parte privata dell’Italkali relativamente al piano industriale sull’estrazione della kainite nella miniera di Realmonte, in provincia di Agrigento; tale piano industriale prevede circa 300 nuovi addetti, direttamente impegnati nell’estrazione della kainite;
visto che:
l’impianto sperimentale per la coltivazione della kainite, concretizzato in collaborazione col CNR a seguito di un intervento finanziario di circa 2 milioni e 700 mila euro da parte del Ministero per le attività produttive (novembre 2002), ha dato esito positivo; il progetto di sviluppo era stato indicato, oltre che dall’Italkali, anche da un decreto dell’Assessore regionale pro tempore, datato 18 maggio 2001, ma che da allora nulla è stato concretamente fatto e che sette anni sono trascorsi senza che si procedesse alla dismissione e vendita del pacchetto azionario regionale ad acquirente che intenda partecipare allo sviluppo del progetto kainite; premesso, altresì, che nell’anno 2007, per diverse settimane, è stata sospesa l’estrazione del sale, per mancanza di neve nel centro e nel nord Italia, determinandosi uno stato di crisi occupazionale per i lavoratori dell’Italkali così come per i dipendenti delle cooperative; considerato che la provincia di Agrigento, più di altri territori siciliani, vive una crisi occupazionale drammatica con migliaia di giovani che silenziosamente emigrano mentre in loco cresce la povertà;
per sapere:
se non ritengano necessario e urgente definire l’atteggiamento della Regione in merito alla dismissione del suo pacchetto azionario, per consentire a una società interamente privatizzata di sviluppare il progetto di valorizzazione della kainite; se, in alternativa, ritenga necessario e urgente attivare la Regione nella qualità di socio azionista per avviare subito il passaggio dalla fase sperimentale a quella di progetto e industriale della produzione di kainite.» (139) PANEPINTO
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’assessore per l’Industria, onorevole Gianni, per fornire la risposta.
GIANNI, assessore per l’Industria. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si premette che il sottoscritto ritiene che il Progetto per lo sfruttamento della kainite nella miniera di Realmonte per la produzione di concime e la coltivazione con metodi biologici possa costituire sicuramente una valida e tempestiva risposta alla grave crisi occupazionale ed economica della provincia di Agrigento e della Sicilia. Per tale ragione si premette ancora che ho già provveduto, a seguito del dibattito avvenuto il 28 novembre presso la III Commissione, ad inoltrare un’apposita istanza al Commissario dell’Ente Minerario Siciliano con la quale si chiede un riscontro urgente circa la possibilità di attuare il progetto di che trattasi al fine, tra l’altro, di evitare la perdita del contributo ministeriale di 850 mila euro già destinato per la suddetta iniziativa. A seguito dell’interrogazione dell’onorevole Panepinto, con la quale si entra nel merito della dismissione del pacchetto azionario, di proprietà della Regione siciliana, da una verifica degli atti in possesso dell’assessorato di mia competenza, ho il dovere di rappresentare che l’atto di proposta di accordo di programma presentato da Italkali sarebbe dovuto essere riformulato per essere conforme alle previsioni dettate dal Ministero delle attività produttive a seguito dell’intervento finanziario del 2002. La stessa Italkali aveva chiesto la concessione demaniale di un’area nel comune di Porto Empedocle, il cui ottenimento doveva ritenersi quale presupposto indispensabile per avviare il procedimento di finanziamento del progetto da parte del Ministero delle Attività Produttive. Gli uffici della Regione per valutare l’impatto socio-economico del progetto in questione avrebbero dovuto effettuare un’analisi costi/benefici tra il progetto in argomento e quello riguardante l’esecuzione del salinodotto oggetto della normativa di cui alla legge regionale n. 8 del 1998.
Dall’esame, inoltre, di una nota inviata dall’Italkali al liquidatore EMS, nel 4/1/2008, con la quale l’Italkali rispondeva alla richiesta di un aggiornamento sullo stato di attuazione del progetto in questione si evince che “E’ stato elaborato un progetto di massima dell’impianto prevedendone l’ubicazione nell’area demaniale adiacente di Porto Empedocle, è tuttavia imprevedibile quando l’iniziativa potrà essere realizzata in quanto l’areaa demaniale pur essendo utilizzata risulta non disponibile perché contesa tra la capitaneria di Porto Empedocle e il consorzio ASI di Agrigento,” sulla quale siamo intervenuti e stiamo vedendo di trovare una soluzione.
In sintesi, le comunicazioni forniti dagli amministratori confermano che non appare attuale o immediata la realizzazione del progetto, anzi che i tempi dell’avvio per la realizzazione appaiono imprevedibili mancando allo stato il terreno individuato per l’ubicazione dell’impianto. Contestualmente alle questioni legate a quanto sopra indicato, si è palesata anche la problematica della ricapitalizzazione della società Italkali quantificata nella misura di 1 milione e 400 mila euro, così come emerso in sede di dibattito in terza Commissione, sempre in data 28 novembre 2008. A tal proposito il sottoscritto, pur condividendo le risultanze cui è pervenuta la terza Commissione, ha il dovere di rappresentare che da comunicazioni fatte pervenire dagli amministratori della società, né con la relazione sulla situazione patrimoniale infrannuale né con la relazione al bilancio della società nel 2007, presentata per l’assemblea del giugno 2008, hanno evidenziato o sollecitato la ricapitalizzazione. Inoltre, in seguito, come da comunicazione intercorsa, la proposta di aumento di capitale posto all’ordine del giorno dell’assemblea del 29 ottobre scorso non è stato in alcun modo posto dagli amministratori in relazione alla realizzazione del progetto Kainite. Decisivo al riguardo è quanto viene attestato nel verbale d’assemblea, “la proposta di aumentare il capitale sociale è rimessa alle prudenziali valutazioni degli azionisti ai quali spetta di raggiungere il necessario accordo sulla entità e sulle modalità degli apporti che servono a riequilibrare la gestione corrente attraverso una sostanziale riduzione delle passività verso fornitori e banche”. Si aggiunge ancora nella relazione che “il livello di indebitamento raggiunto rende necessario che l’ammontare delle perdite sia reintegrato”. Rimane da chiarire la discordanza tra quanto sembrava emergere dall’audizione del 28 ottobre presso la Commissione III dell’ARS e il riscontro assembleare. In quella circostanza, infatti, i rappresentanti dell’Italkali hanno messo in relazione il richiesto aumento di capitale con l’esigenza di investimenti legati alla realizzazione del progetto Kainite, mentre nella realizzazione degli amministratori del 29 ottobre, emerge che la proposta di aumento di capitale è giustificata da esigenza di ripianamento di debiti. Inoltre i tempi di avvio della realizzazione del progetto Kainite, per stessa ammissione degli amministratori, sono ad oggi “imprevedibili”. A tal proposito, il commissario liquidatore dell’EMS comunica, con un’apposita relazione, quanto segue: “Sia consentito sottolineare che la posizione assunta da EMS – Ente minerario siciliano – nel corso degli ultimi anni smentisce drasticamente l’assunto degli amministratori Italkali secondo cui proprio la presenza dell’azionista pubblico determinerebbe una paralisi nell’iniziative e negli investimenti dell’Italkali e sarebbe da ostacolo ad esigenze di ricapitalizzazione. Al contrario l’ente ha sempre ritenuto prioritari gli interessi di sviluppo dell’Italkali e pertanto meritevoli di accoglimento le proposte di ricapitalizzazione, purchè ovviamente, tale ricapitalizzazione avvenisse secondo modalità conforme all’interesse della società Italkali e dell’azionista pubblico”.
Occorre precisare che la dismissione del pacchetto dell’Ente minerario siciliano in Italkali è stato oggetto di diverse iniziative da parte del Governo regionale a partire dal 2000. Sono state avviate, infatti, differenti procedure di dismissione adottando, di volta in volta, tutti i metodi previsti dalla vigente legislazione regionale ma sempre con esito negativo. La Giunta di Governo, per ultimo, con la delibera 81 del 9 marzo 2007, avente per oggetto procedure di dismissione della quota EMS in Italkali, nel tentativo di sperimentare un nuovo percorso, ha conferito mandato all’Assessore regionale per l’industria di attivare il commissario liquidatore per l’avviamento dei necessari percorsi procedimentali volti all’inserimento nello statuto della clausola di recesso convenzionale, a condizione che la determinazione del valore di liquidazione operata dal consiglio di amministrazione di Italkali S.p.a. fosse rispondente al prezzo di 15 milioni di euro.
Infine, con nota del settembre 2008 il commissario liquidatore nel rappresentare l’esito negativo della procedura seguita per la modifica statutaria, di cui alla sopra citata delibera di Giunta, avanzava proposte, al fine di trasferire il patrimonio della Regione dei beni a partecipazione degli enti economici regionali non suscettibili di dismissione. Tale proposta, considerata la rilevanza socio-economica che riveste ed in considerazione delle refluenze di carattere strategico che tale scelta comporta è attualmente all’esame da parte del Governo della Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’onorevole Panepinto per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita dall’Assessore.
PANEPINTO. Onorevole Assessore, la ringrazio non solo per il contenuto della risposta ma perché ha messo mano ad una vicenda che già per il tempo che ha impiegato per l’illustrazione è complessa e complicata, e che chiaramente presenta difficoltà, anche per come la rappresentava lei e considerati i ricorsi al TAR; e chiaramente mi sorprende questa non prevedibilità dei tempi di avvio del progetto per l’estrazione della kainite che è legata anche alla difficoltà di reperire l’area demaniale contesa tra la Capitaneria di Porto e l’area ASI. La prego di continuare a insistere sulla vicenda testé illustrata perché, come bene lei ha fatto avviando le procedure per la costruzione dei rigassificatori di Porto Empedocle, se si aggiunge questo tassello importante, quell’area diventerebbe oggetto di una ripresa economica complessiva rispetto anche alla possibilità di drenare il porto di Porto Empedocle. Pertanto, nel ringraziarla per la risposta, la prego di tenere una apposita conferenza di servizi dove ci sia la Capitaneria di Porto, l’ASI e il Comune di Porto Empedocle e, soprattutto, il Comune di Realmonte con la presenza del Commissario liquidatore, al fine di potere stabilire con il business plan ed un crono programma i tempi per l’estrazione della kainite, anche per verificare che quello che è stato annunciato in tanti incontri nelle commissioni legislative competenti possa essere sostanziato con un piano industriale vero e proprio. Dai dati forniti sia dalla II che dalla III Commissione, i tecnici della parte privata hanno sempre illustrato un piano per l’assunzione di almeno trecento unità lavorative in maniera diretta. E’ inutile sottolineare, in tempi così difficili, che immaginare trecento unità lavorative significa immettere nel processo complessivo, che vede coinvolta tutta quella parte della provincia di Agrigento con i rigassificatori, potere creare condizioni per rimettere in moto una economia che dire ferma è un eufemismo, ormai è in coma profondo. Mi dichiaro, pertanto, soddisfatto dalla risposta fornita dall’assessore.
GIANNI, assessore per l’Industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI, assessore per l’Industria. Voglio accogliere la proposta dell’onorevole Panepinto ed aggiungerla alla mia già in Giunta di Governo che è quella di riportare nella disponibilità del Governo tutta la questione dell’Italkali, superando anche il commissario. Mi farò carico di indire una conferenza di servizio per procedere rapidamente alla soluzione del caso.
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