Panepinto sulla riduzione degli ATO rifiuti.
Per il 24 luglio il Sindaco, Avv. Marco Zambuto, in ossequio alle direttive del Presidente della Regione, ha convocato gli altri 42 sindaci della provincia per avviare le procedure relative ai nuovi assetti geografici ed organizzativi degli ambiti territoriali ottimali per la raccolta di rifiuti.
I due decreti presidenziali, soprattutto il secondo, alimenteranno confusione e spostano l’attenzione dalle vere questioni connesse alla raccolta dei rifiuti ed ai costi che gravano su comuni e cittadini utenti. L’A.R.S. ha emanato una norma che imponeva la riduzione degli ATO rifiuti da 27 ad un massimo di 14.
Ho contribuito ad elaborare quella norma. La riforma degli A.T.O. non passa solo diminuendo gli ambiti territoriali. Nell’azione del Governo Regionale manca l’individuazione dei due obbiettivi essenziali:
- Abbattimento della TARSU (o TIA) a carico dei cittadini;
- Migliore qualità del servizio – tutela dell’ambiente urbano.
I comuni sono stati espropriati del loro potere di intervento sulla questione dei rifiuti ed oggi sono solo schiacciati dall’inefficienza degli ATO nello spazzamento e pulizia del tessuto urbano, e delle periferie, nella raccolta dei rifiuti abbandonati nelle periferie. Subiscono le legittime ire dei cittadini-utenti che pagano troppo caro un pessimo servizio di tutela ambianetale.
E’ vero che tanti consigli di amministrazione hanno gestito allegramente le finanze delle società degli ATO rifiuti, ma è pur vero che leggendo i bilanci consuntivi emerge che la spesa più pesante è quella attinente il conferimento nelle discariche. Una tonnellata di rifiuti costa 93 euro più IVA e quasi sempre in regime di monopolio.
Il costo viene stabilito, con quali criteri non si sa, dall’Agenzia Regionale delle Acque e dei rifiuti.
Alcuni ATO attendono oltre un anno per avere autorizzate dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente nuove vasche di raccolta. Le discariche comunali ed sub comprensoriali gestite dalle Amministrazioni Comunali, sono state chiuse e dichiarate non idonee a continuare a funzionare. Sono state abolite le macchine spazzatrici e quindi le vie e le piazze delle nostre città vengono ripulite da stanchi operatori ecologici con la rivoluzionaria e innovativa scopa.
Quando si avvia la raccolta differenziata i consorzi di filiera (plastica, cartone, carta, vetro, etc) non pagano nulla, anzi si rischia con la raccolta porta a porta di aumentarei costi.
Le decisioni del governo Regionale che vuole imporre “manu militari”, non risolvono affatto il problema dei rifiuti e dei relativi costi a carico delle comunità locali.
I nuovi perimetri degli ATO devono essere concordati e negoziati con e dai sindaci. La regola che deve guidare la scelta sui nuovi Ambiti territoriali Ottimali è l’omogeneità territoriale anche sovra provinciale dei comuni, che liberamente devono associarsi. E’ urgente restituire ai comuni il loro potere organizzativo, amministrativo e regolamentare sulla questione rifiuti.
La pulizia del tessuto urbano e periferico, la raccolta dei rifiuti ingombranti e soprattutto la raccolta differenziata devono essere gestiti ed organizzati dai governi locali. Governi locali che sono nelle condizioni di stabilire un patto con le famiglie per ridurre la TARSU o la TIA e migliorare l’efficienza del servizio.
Per migliorare l’efficienza del servizio, i comuni da soli o associati, secondo piani che adotteranno nel contesto dei nuovi ATO, devono poter costruire discariche per l’umido ed i rifiuti indifferenziati, nonché centri di stoccaggio per la differenziata.
L’Agenzia e l’Assessorato entro trenta giorni devono approvare o bocciare i progetti. Non si possono conferire i rifiuti in una discarica posizionata a 50 o a 100 Km di distanza.
Il presidente della Regione deve essere rispettoso delle autonomie locali, non può con fare autoritario ed in forma spettacolare, annunciare che pagherà la Regione i debiti dei Comuni verso gli ATO, trattenendo queste somme dai trasferimenti dovuti dalla stessa Regione agli enti locali.
Provveda, invece, con urgenza, congiuntamente con l’Assessore Regionale agli enti locali ad applicare la norma proposta dal sottoscritto, che autorizza l’istituzione del Fondo per il rimborso dell’IVA per i servizi pubblici locali, come avviene in altre 19 regioni italiane. L’applicazione di quella norma, approvata nel dicembre scorso, farebbe ritornare nelle casse dei comuni almeno il 10% del costo complessivo del servizio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Probabilmente, involontariamente, si sta alimentando l’idea dell’emergenza rifiuti in salsa napoletana.
Storicamente è accertato che in Italia ed in Sicilia a seguito di ogni genere di emergenza (terremoti,siccità rifiuti, etc..) alcuni furbi fanno affari d’oro e magari violando regole e leggi vengono poi ringraziati.
Il Governatore Lombardo pensa di spalmare i debiti degli ATO tra tutti i comuni e i effettuare prelievi forzati sui soldi che la Regione deve ai Comuni.
Ai comuni questi soldi servono per pagare stipendi e bollette dell’Enel. Una decisione che dovrebbe indignare i vertici dell’ANCI, che però sono silenziosi e prudenti.
Per tute le ragioni esposte e per il rispetto che si deve ai sindaci, eletti dal popolo come il Governatore Lombardo, che ogni giorno vivono emergenze e sono l’unico punto di riferimento delle istituzioni pubbliche nelle comunità locali, invito le SS.LL. a bloccare un processo che creerà ulteriori danni. Il rimedio così come è stato pensato è peggiore del male.
Dobbiamo chiedere al governatore Lombardo un tavolo di concertazione, presenti Enti locali ed istituzioni della Regione, che affronti senza effetti speciali la questione rifiuti per raggiungere due risultati:
- Efficienza del servizio;
- Abbattimento dei costi a carico dei cittadini;
Fiancoafianco è anche un progetto politico, e questo sito vuole essere un punto di riferimento per i tanti democratici della provincia di Agrigento che con noi hanno voglia di cambiare.


