L’acqua ritorna pubblica!!!
Con 53 voti a favore e 25 contrari, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato, a scrutinio segreto, l’articolo 50 della finanziaria regionale che prevede il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua in Sicilia. La norma approvata blocca l’iter della gestione privata, impegnando la Regione a dotarsi entro un anno di un provvedimento che organizzi la gestione integrata del servizio, e fornisce alle amministrazioni locali i parametri necessari per le cessazioni delle convenzioni in atto con i gestori privati.
Inoltre è stata approvata una norma (art. 40) proposta dal PD che cancella le pensioni d’oro: nessun dipendente della Regione Sicilia potra’ percepire piu’ di 250 mila euro l’anno.

Fiancoafianco è anche un progetto politico, e questo sito vuole essere un punto di riferimento per i tanti democratici della provincia di Agrigento che con noi hanno voglia di cambiare.



maggio 1st, 2010 at 23:18
IL Coordinamento cittadino del Pd S.Stefano Quisquina nel ringraziare il nostro gruppo parlamentare all’ARS esprime grande compiacimento per l’approvazione dell’art.50 della Finanziaria regionale che prevede il ritorno della Gestione Pubblica dell’Acqua. E’ questa la risposta istituzionale forte ed inequivocabile che attendevamo con trepidazione e che da oltre due anni è stata la principale preoccupazione per molti Sindaci e cittadini che hanno lottato difendendo la risorsa primaria dale speculazioni di ogni sorta.
Francesco Cacciatore
Coordinatore PD S.Stefano Quisquina
maggio 2nd, 2010 at 12:07
Salve, Complimenti all’ On.le Panepinto e a tutti i Sindaci che in maniera chiara, senza se e senza ma per intenderci, hanno portato avanti una battaglia che non era per niente scontata! Questa è la Testimonianza che quando la politica ed in pardicolare il Pd vuole si può fare molto e si possono raggiungere i risultati!!! Vivissimi Complimenti!
Aldo Bondì
Consigliere Comunale PD!
maggio 2nd, 2010 at 14:47
L’acqua ritorna pubblica
L’approvazione dell’art. 50 della legge finanziaria regionale, grazie ad un emendamento presentato dall’on. Giovanni Panepinto del PD, prevede il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua in Sicilia
Il ritorno dell’acqua in mano pubblica, costituisce un importante traguardo da consolidare con i successivi passaggi di carattere legislativo, perché il pericolo della privatizzazione dell’acqua non è del tutto scongiurato.
Speriamo che l’ articolo 50, in relazione all’art. 15 del Decreto Legge Ronchi, non venga impugnato dal Commissario dello Stato, perché sarebbe una vera tragedia per tutti i cittadini contrari alla privatizzazione dell’acqua.
Al di là dell’ipotetico rischio di impugnazione da parte del Commissario dello Stato, si sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di opporsi con gli strumenti della democrazia partecipativa ad una logica affaristica difforme alla legislazione dell’Unione Europea che non si è mai sognata di chiedere a nessun Paese membro di privatizzare l’acqua e i servizi idrici
L’auspicio è che oltre alla raccolta delle firme per indire un referendum abrogativo, si possa perseguire un doppio binario proteso a far approvare in Parlamento una nuova legge in materia di riordino del servizio idrico integrato.
Malgrado l’Italia ha recepito la direttiva comunitaria sulla liberalizzazione del servizi pubblici, non esiste una norma che costringe il nostro paese a vendere la propria acqua a società private
Di conseguenza l’elemento che supplisce lo spirito di liberalità deve essere quello di rivedere l’interpretazione della direttiva comunitaria in modo che il Parlamento nazionale come recita l’art. 117 della Costituzione, possa ritornare sui suoi passi perché le due direttive europee in questione (92/50/CEE e 93/38/CEE) si limitano a chiedere che vi sia concorrenza per i servizi pubblici nazionali e locali, escludendo da logiche di mercato proprio il servizio idrico.
E’ vero che l’acqua si paga e con il principio di sussidiarietà è prevedibile la partecipazione dei privati, ma è anche vero che il cittadino preferisce pagare l’acqua al proprio Comune di residenza, perché sicuramente nessun Amministratore consapevole e responsabile perseguirà il fine di favorire un processo di esternalizzazione che nei fatti è risultato inefficiente e oneroso per le Comunità che hanno scelto la privatizzazione dei propri servizi pubblici.
Si invitano, pertanto i cittadini a firmare il referendum per abrogare la legge salva-infrazioni comunitarie che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la privatizzazione dell’acqua
Il Comitato Cittadino di Burgio
in difesa dell’acqua pubblica
maggio 8th, 2010 at 23:07
Intorno alla gestione del servizio idrico in Sicilia, girano milioni e milioni di euro, questo non porterà mai più alla ripubblicizzazione del servizio idrico! anche se approvato nella finanziaria, purtroppo verrà bocciata fra un po di tempo dal commissario di stato e questo il PD lo sà, e solo questione di tempo, L’On. Panepinto sta lottando con tutte le sue forze per l’acqua pubblica, e questo è un grazie da parte di tutti noi ma se vogliamo realmente l’acqua pubblica lottiamo con tutte le nostre forze scendendo in piazza! e firmando il referendum!
giugno 9th, 2010 at 15:18
con il ritorno dell’acqua a gestione publica, gli aumenti che sono stati applicati per il passaggio ad Acque Potabili Siciliane, di cui è stata fatta comunicazione a tutti, dovrebbero essere annullati no?