Lupo: ‘La memoria l’unico antidoto per non ripetere gli errori del passato’
“La memoria dell’orrore del genocidio nazista nei confronti del popolo ebraico, che rappresenta uno dei crimini più efferati della storia dell’umanità, è lo strumento più importante che abbiamo per guardare al futuro senza ripetere gli errori del passato. Lo ha detto il segretario regionale del Partito Democratico siciliano Giuseppe Lupo, in occasione del “Giorno della Memoria” che si celebra oggi. “Celebrare la Giornata della memoria – aggiunge Lupo – è l’unico antidoto per cacciare l’oblio, alimentando la conoscenza e stimolando le coscienze sul valore della dignità e del rispetto di ogni singolo individuo. Non comprendere questo significherebbe rendere vana la morte di oltre sei milioni di ebrei, uccisi ingiustamente. Le istituzioni e la classe politica – conclude – hanno il dovere di dare l’esempio con i comportamenti, educando al rispetto reciproco e al confronto e evitando qualsiasi forma di sopraffazione. Al ricordo – conclude Lupo – deve seguire la coerente azione politica per l’affermazione dei diritti di ogni persona, a prescindere dal colore della pelle, della provenienza e dalla religione”.
“Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo. Questo monito di Primo Levi deve guidare le nostre coscienze affinchè il ricordo dello sterminio degli Ebrei rimanga sempre vivo e gli errori commessi in passato non si ripetano mai più”. Lo ha detto il deputato regionale del Partito Democratico Massimo Ferrara aprendo oggi i lavori in Ars. “Celebrare la Giornata della Memoria – continua Ferrara- significa rafforzare il “no” ad ogni forma di violenza e stimolare il reciproco e civile rispetto, nonostante le normali divergenze e fisiologiche differenze, di qualunque natura esse siano. Non comprendere questo significherebbe dimenticare la vita di milioni di persone uccise ingiustamente. Non possiamo dimenticare il passato – conclude Ferrara- e questa consapevolezza deve orientare anche la nostra azione politica, restando sempre vigili e responsabili dei nostri pensieri e dei nostri gesti. Ricordiamo con i fratelli Ebrei il loro “Giorno della Memoria” affinchè diventi anche il nostro e mai più nessuno possa, un domani, far finta di non aver visto, di non aver saputo, di non aver ricordato”.Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz, scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.L’Italia, insieme a molti altri Paesi, celebra, in questa data il “Giorno della Memoria”. E’ una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha, in tal modo, aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.Il testo dell’articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:”La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.In occasione della celebrazione del giorno della memoria, Giacomo Torrisi dell’ Assemblea Nazionale del Pd ed Erica Sapienza della direzione regionale del Pd, invitano a commemorare la storia di un olocausto al femminile consumatosi nel lager di Ravensbruck a 80 km da Berlino, istituito come lager femminile il 15 maggio 1939, in una proprieta’ personale di Himmler. Il primo contingente di 867 donne arriva a Ravensbruck, già nel maggio del 1939. Si tratta di comuniste, socialdemocratiche a cui si aggiungono zingare con rispettivi bambini e donne provenienti da tutti i poesi invasi ed occupati dalle truppe hitleriane. Nel complesso sembra accertato che a Ravensbruck furono immatricolate 125.000 donne delle quali 95.000 persero la vita. Circa 1000 furono le italiane. A Ravensbruck nacquero 870 bambini ma solo pochi ebbero la fortuna di sopravvivere. Altri non resistettero agli stenti e alla denutrizione. La ferocia del personale di sorveglianza, organizzato in speciali reparti femminili di SS, ha superato ogni limite. Per contro un movimento di solidarietà e di resistenza clandestino si sviluppo tra le deportate per proteggere i bambini e per sottrarre alle violenza delle kapo le compagne in pericolo. Questa solidarietà fu la sola ancora di salvezza a cui attaccarsi contro la inaudita violenza perpetrata nei confronti delle vittime. Il dato piu sconcertante è che a Ravensbruck furono condotti su vasta scala esperimenti pseudoscientifici di ogni tipo: sterilizzazioni, aborti,infezioni e altro di cui esiste una documentazione basate su testimonianze e su prove inconfutabili. Il 26 aprile del 1945, di sera scoppia un incendio. Le SS all’avvicinarsi degli alleati devono distruggere le prove dei crimini. Cosi’ le kapo radunano le deportate e si incamminano per 9 giorni senza fermarsi facendole morire quasi tutte di freddo e fame. Il 30 aprile del 1945 una armata sovietica libera Ravensbruck dove erano rimaste circa 3000 donne alcuni bambini e pochi uomini tutti ammalati e in condizioni pietose. “Il ricordo di questa agghiacciante vicenda, nel Giorno della Memoria, rappresenta una occasione di riflessione per conoscere e comprendere che lo sterminio e la persecuzione razziale devono restare un monito per tutte le forze democratiche. Il Pd siciliano sostiene l’impegno delle istituzioni in sicilia affinchè le nuove generazioni possano diventare testimoni di quella stagione di liberta’ giustizia e pace che va conquistata ogni giorno insieme”.

Fiancoafianco è anche un progetto politico, e questo sito vuole essere un punto di riferimento per i tanti democratici della provincia di Agrigento che con noi hanno voglia di cambiare.



gennaio 28th, 2010 at 21:49
La tragica esperienza della Shoah
La tragica esperienza della shoah fu una delle pagine più nere della storia del novecento definito il secolo delle idee assisine per via dell’atroce sterminio che il popolo ebraico in nome di un immane follia perpetrata dal regime nazista
Tutto incominciò nella notte dei cristalli quando Hitler alla fine del suo discorso alla nazione dichiarò la persecuzione agli ebrei tedeschi dando l’ordine ai componenti del partito nazionalsocialista di rompere le vetrate delle loro abitazioni e dei loro negozi in segno dell’odio razziale.
Si dice che ad originare questo odio fu l’uccisione di un ambasciatore tedesco in Francia da parte di un ebreo.
La tragedia inizia nel 1943 quando nei paesi occupati dal nazismo entrano in vigore le leggi razziali Chi può fugge negli Stati Uniti in Palestina Molti bambini per sfuggire all’eccidio nazista vennero esiliati e nascosti all’estero sotto falsa identità da famiglie che correvano peraltro il rischio di essere immediatamente e pubblicamente uccisi.
Al di là dei fatti carattere storico politico il giorno della memoria, rappresenta un momento per non dimenticare l’atroce sterminio che il popolo ebraico subì dai regimi nazisti rammenta.
Il ricordo di questo giorno va non solo a coloro che furono deportati, ma anche a quelli che si opposero al progetto di sterminio e a rischio della propria vita salvarono altre vite proteggendo i perseguitati ebrei per spirito di solidarietà cristiana e umana
Oggi, rendere testimonianza dello sterminio del popolo ebraico non è solo il doveroso ricordo di milioni di nomi, di storie, di incredibili vicende di martirio e di coraggio da parte ebraica e di inaudita crudeltà da parte nazista.
Non è solo un invito al raccoglimento e alla riflessione. per tutti noi che abbiamo conosciuto l’antisemitismo attraverso i libri di storia.
E nostro dovere tenere in piedi un presidio morale e civile, affinché mai più accada che l’aberrante logica di un potere totalitario si abbatta sugli inermi, sugli innocenti, su interi popoli contro i quali decretare le discriminazioni più odiose per motivi di razza, di religione, di genere, di condizione sociale, in una folle progressione criminosa capace di raggiungere il genocidio.
L’odio razziale, la xenofobia sono veicolo di pericolosi pregiudizi, di falsi convincimenti che possono degenerare in violenza morale e fisica.
E ancora più grave è l’atteggiamento di chi, di fronte a comportamenti di questo genere, non vuole vedere e sentire e gira lo sguardo dall’altra parte
Abbiamo il dovere di contrastare questa ricorrente aberrazione che si indirizza oggi, in particolare, contro lo Stato d’Israele. .
Dobbiamo essere consapevoli che quando organizzazioni estremiste e integraliste, ma Capi di Stato parlano di distruggere Israele, e come se volessero cancellare definitivamente il popolo ebreo
Contro questa ricorrente aberrazione non perde di forza l’ammonimento di Primo Levi, che con Wiesel divise la baracca di Auschwitz e di cui divenne grande amico: “Chi nega Auschwitz – disse Levi- è pronto a rifarlo
Elie Wiesel che ancora oggi è l’ultimo testimone di quelle atroci sofferenze vissute sulla propria pelle prendendo la parola in Parlamento in occasione del giorno della memoria celebrato quest’anno ci ricorda che la sofferenza non sempre cancella la personalità, non rende necessariamente indifferenti, apatici e scettici; può, al contrario, rendere gli uomini più combattivi e decisi.
Attraverso questi fatti simbolici dobbiamo seguire l’insegnamento di Wiesel perché solo così la memoria potrà diventare fattore di rigenerazione e speranza tra tutti gli uomini di buona volontà.
Prof. Mariano Bonaccorso