Crollo Favara: Panepinto, almeno altri 400 immobili a rischio nello stesso comune, servono 5 mln per sfollare 2000 persone
“Nel solo comune di Favara ci sono almeno 400 immobili a rischio: il governo regionale stanzi subito cinque milioni di euro per affrontare questa emergenza abitativa”. Lo dice Giovanni Panepinto, deputato regionale del PD e sindaco di Bivona (Ag), che esprime il proprio cordoglio per la tragedia di Favara, dove il crollo di una palazzina (foto da Repubblica.it) ha provocato la morte di due bambini.
“Dobbiamo superare presto la fase della commozione e del dolore – aggiunge – e passare agli atti concreti: bisogna fare sfollare immediatamente le circa 2.000 persone che vivono in case fatiscenti, soprattutto nel centro storico, e dare loro una dignitosa abitazione, considerato che proprio nel comune di Favara ci sono numerosi immobili liberi. Al tempo stesso bisogna agire dal punto di vista normativo, e possiamo farlo in tempi brevi considerato che presto l’Ars discuterà il Piano casa: in aula proporremo norme che, piuttosto che incentivare l’ampliamento della cubatura, agevolino – specie dei centri storici – la demolizione di edifici che non hanno particolare valore storico o architettonico, il recupero e la messa in sicurezza degli immobili”.
“Mentre il governo nazionale concentra i suoi sforzi nel costruire il ponte sullo stretto, se mai sarà costruito” conclude Panepinto “ci sono centri storici che crollano e intere famiglie che ogni giorno rischiano la vita”.

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gennaio 25th, 2010 at 22:01
Quel piccolo diario segreto
Quel piccolo diario segreto e le scarpette bianche è ciò che rimane di Marianna e Chiara Pia, le due sorelline di 14 e 3 anni morte nel crollo di una palazzina fatiscente nel centro storico di Favara, Comune della provincia di Agrigento
Quel piccolo diario dove Marianna la più grande scriveva i suoi messaggi affettuosi ad un ragazzino del luogo, coltivava le sue ambizioni e nutriva le sue speranze di trascorrere assieme alla sua famiglia un adolescenza migliore.
Chissà se nelle pagine del suo piccolo diario avrà scritto qualcosa sul suo quartiere denominato il quartiere dei sepolti vivi composto da un centinaio di palazzine pericolanti che resistono dentro un labirinto di viuzze del centro storico alla spalle della piazza principale del paese.
Se nel suo diario descriveva il dramma della povertà della sua e delle altre famiglie meno abbienti costrette a vivere in un luogo dove secondo la descrizione dei quotidiani e le immagini trasmesse dai telegiornali, vi sono macerie ovunque, case sventrate, muri di sostegno costruiti per sorreggere edifici vecchi che in pochi secondi verrebbero cancellati perfino da una lieve scossa sismica.
Eppure in quel luogo infame vivono ed abitano poveri pensionati, disoccupati come il suo papà che invano sperava di ottenere un alloggio popolare dal Comune.
Mi domando se tutto il paese sapeva che quello era il quartiere dei sepolti vivi, perché l’Amministrazione comunale non ha fatto niente per aiutare questi poveri disperati appartenenti alle fasce sociali più deboli, che ogni giorno sono costretti a tirare a campare e non sanno se riusciranno a mandare giù un pò di minestra.
Il fatto sorprendente che suona come una beffa è che a seguito della tragedia vengono aiutati oltre che dalla protezione civile anche dall’Amministrazione comunale che sapeva che quelle case pericolanti erano delle bare di tufo.
Adesso sono tutti lì lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune a promettere aiuti, sostegno, solidarietà e ad assicurare cordoglio alla famiglia Bellavia
Sono tutti lì a rendere omaggio alla famiglia Bellavia, che abitava in quel quartiere dove l’ennesimo crollo ha ucciso due dei tre figli. Il secondogenito Giovanni anche lui estratto dalle macerie dai Vigili del fuoco si è salvato.
Ciascuno per le loro competenze si attiveranno con una serie di strumenti e con una programmazione organica protesa a mettere in sicurezza il territorio favarese, dimenticandosi che questo accade, quando la politica non fa il proprio dovere di pensare ai bisogni della gente
In questo dramma del dramma come ha detto il Ministro di Grazia e Giustizia Alfano il Parlamento regionale possa correre ai ripari approvando con tempestività il nuovo testo della norma presentato dal governo regionale allo scopo di favorire correttamente la riqualificazione delle nostre città e non il continuo aumento delle cubature costituisce la via d’uscita dalla crisi per il settore dell’edilizia
Solo così si può evitare un dramma che a sconvolto il paese di Favara, e sicuramente anche l’Italia intera. Ma non saranno i gesti di solidarietà e ne tanto meno l’intervento della magistratura, che farà il suo corso per accertare le responsabilità, a restituire al suo papà il sorriso e la vita spezzata di Marianna e Chiara Pia.
Mi auguro che questo dramma possa contribuire a cambiare la mentalità di coloro che calpestando la giustizia sociale, violano i principi di uguaglianza sanciti dalla nostra costituzione
Che finalmente possa cambiare il comportamento di coloro che fanno apparire come elemosina un diritto riconosciuto dal nostro ordinamento giuridico .
Forse anche questo avrebbe voluto scrivere Marianna tornando dalla scuola per combattere il degrado, la povertà, la negazione dei diritti, che purtroppo gli hanno tolto il sorriso per sempre
Mariano Bonaccorso